Solo amore fuori dall’uomo solo sangue nel mio. …

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E.

Fu cosi che scorpiì
che fuori dall’uomo c’era solo corpo e non solo sangue
e sangue dolce e caldo nel mio

Così.
Trovai una risposta a un enigma nel pensiero
del pensiero il siero

Adesso sono serio.
NON LASCERO’ MAI L’AMORE CON LO SCAMBIO
Adesso so che
NON POSSO SCAMBIARE L’AMORE CON IL SANGUE

La mia voce è un fuoco fauto
il mio amore per te brucia ogni notte e sorge insieme al risveglio del mondo

DAMMI IL TUO CORPO QUANDO LO VORRO’….ti ho dato il mio

gif: menpale

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Fabrizio De Andrè-Hotel supramonte

La piu’ bella canzone rivolta a chi vive situazioni di separazione o preclusione, le note sorridono sembrano scivolare tra le sue dita ancora e ancora. Le parole sono quelle di chi ha ritrovato se stesso e puo’ portarti al di la’ del confine di una reclusione o della fantasia sa essere cosi di conforto ultimo ma svettante in un’incongruenza rara ma conclusa in se stessa in un minimalismo che racchiude tutta la ricchezza del suono.

Testo
E se vai all’Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi ridi, vivi o sei perduta
col suo ordine discreto dentro il cuore
ma dove dov’è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all’Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove dov’è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore.

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dove dov’è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

La liberazione da questa fase da questo periodo che per tutti sa essere poetico e radicato nella nostra cultura puo’ essere un trovare uno spazio proprio interiore.

Il gioco delle parti nell’amore

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E’ bello secondo me giocare con una lei o ipotetica lei in un rapporto platonico a invertire le parti, chiaro quando si è passato del tempo molto bello insieme e la feretra sta aspettando di essere riempita nuovamente. Lasciare che fiorisca la primavera in sè subito dopo un autunno intonato sulle note della tua musica preferita e lasciarsi cullare dalla verità del rapporto, soffrire anche un po’ va bene. Ma poi godersi il ritorno di tutto cio’ che si ha costruito insieme per rincontrarsi possibilmente, fino a dimenticarsi per riscoprirsi. Non lasciare che il vento dell’autunno ferisca l’amore di due amanti vuol dire non far entrare troppo le persone basta non far entrare tutti, poi si potrebbe dare un dialetto all’amore e impararlo, meglio dedicarsi a un’altra lingua le straniere sanno il fatto loro. A parte gli scherzi una relazione lunga e duratura è molto meglio di qualsiasi rapporto facile. Ma il sentimento è un camino che va sempre alimentato e il fuoco della passione sa essere volubile esattamente come la musica. E’ bello quando i ruoli sono effettivi anche al di fuori formalizzarli insieme, tra le coperte o dialogando occhi negli occhi.

Analisi su impersonificazione e identificazione

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L’individuazione di sè comincia nella piu’ tenera età, e continua anche in età adulta. Chi trova impersonificazione negli altri ha una marcia in piu’ se si trova in una dinamica che lo favorisce nello sviluppo della personalità. E’ incoerente colui che si impersonifica in un genitore adottivo, un amico falso e un modello fittizio e ne soffre e soffrirà finchè non gli verrà incontro un confronto vero e nella sua costituzione solido, come un vero amore. Li l’incoerenza che ha accumulato sarà un punto a favore se non deve combattere con tutte le sue armi per il suo pensiero originale. Come fare se il confronto non è precostruito come un dialogo formale tra paziente e dottore ma un operazione ai suoi danni? La dinamica sarà una battaglia tra i suoi veri modelli cioè quelli che sono cosi nell’analisi ritrovati e quelli fittizzi. Sarà comunque un percorso di scoperta ma per uscirne nella maniera migliore non si deve perdere le buone abitudini instillate dalle persone vere in cui ci si è identificato, e insistere nell’aggiustarsi in quella che in toto è la routine cioè l’insieme delle abitudini. Se mancano le forze: capire cose ce le succhia e accantonarlo con il fine ultimo di stare finalmente bene. Una buona abitudine come svegliarsi e dire una bella frase al proprio amore o fare ginnastica puo’ spostarsi nel corso nella giornata per esempio da mattina presto a dopo pranzo ma questo porta a bradipismo. Percio’ mantenere degli schemi fissi per le attività del corpo e della mente, e un ambito volatile per quelle dei sentimenti e dello svago. Se si hanno già degli schemi costituiti come quelli lavorativi sarà facile inserire attività laterali, piu’ difficile perdere o spostare una buona attività che ci fa star bene in un periodo di riposo, ma appunto non scadere nella nullafacenza.

Questo incubo in cui mi è dolce affondare

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Che qualcuno o qualcosa mi salvi
da questo incubo
in cui mi è dolce affondare
questa non è piu’ la mente
in cui abbiamo concepito il nostro amore
e per colpa di una persona
non per un sentimento
ma per il male perpetruato
e per uomini con la sola volontà di potere
che non valgono nulla della mia gloria
io mi trovo qui
e si puo’ parlare di stupidità o ignoranza
di chi ci circonda ma forse
si dovrebbe parlare
dello stesso male
a loro perpetruato

Storia d’amore (parte III) amore carnale

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Avevo una casa in stile moderno, entrammo e ci baciammo, finimmo sul divano lei sopra di me, si spoglio’ e davanti alla stufa camino facemmo l’amore.
Le sussurravo parole romantiche all’orecchio le dissi queste parole tratte da rosa purpurea di Herman Hesse:

Ti avevo cantato una canzone.
Tu tacevi. La tua destra tendeva
con dita stanche una grande,
rossa, matura rosa purpurea.

E sopra di noi con estraneo fulgore
si alzò la mite notte d’estate,
aperta nel suo meraviglioso splendore,
la prima notte che noi godemmo.

Salì e piegò il braccio oscuro
intorno a noi ed era così calma e calda.
E dal tuo grembo silenziosa scrollasti
i petali di una rosa purpurea.

Dovevamo raffreddare gli spiriti  finito l’amore carnale cosi presi del ghiaccio dal frezeer e anche dello champagne bevemmo e ci baciammo giocando con il ghiaccio, la storia non fini li ma fu solo l’inizio di un bel rapporto d’amore e amicizia vera.

Storia d’amore (parte II) rose e poesia

una rosa e una collane di perle poesia che la conquista
Io me ne andai da casa sua e nel pomeriggio dopo quella mattinata insolita, bevvi un caffè . Pensavo a lei insistentemente cosi decisi di chiamarla al numero che mi aveva dato, accesi una sigaretta con il mio accendino a zippo e composi il numero, furono lunghi secondi di attesa, poi rispose con voce squillante. Era isterica diceva che il ritardo le aveva fatto andare male la riunione di lavoro. Gli chiedetti se avesse avuto voglia di rilassarsi con me sorseggiando qualcosa con me invitandola cosi a cena. Rispose affermativamente dopo uno sfogo di mezz’ora dicendo tra l’altro che la sua attualmente ex ragazza l’aveva lasciata e se ne era andata di casa.
Ci vedemmo al ristorante dove avevo prenotato, io la vidi arrivare su un taxi privato marca mercedes. Era di sicuro una donna dell’alta borghesia che non si faceva di certo mancare dei vizi. La salutai con la mano, aveva un vestito elegante nero, una collana di perle a orlarle il collo e degli orecchini d’oro, le porsi la mano agganciando la sua e accennando un baciamano le diedi il mazzo di rose che tenevo dietro la schiena.

Mangiammo del pesce, spaghetto alle vongole, aragosta. Il ristorante Da Mario era rinomato per questo. Durante la cena arrossi’ piu’ volte per i complimenti che le facevo dai vestiti, le scarpe i gioielli il suo aspetto mi estasiava persino la sua voce. Lei con ineffabile non-chalans ringraziava e cambiava discorso. Ordinai una bottiglia di vino pregiato e quando uscimmo era visibilmente alticcia. Non chiamo’ il taxi si fece riaccompagnare a casa. In realtà leggendo il biglietto che c’era sulle rose decise di venire su mia proposta a casa mia. Il biglietto diceva:

vieni con me mio tesoro
che non ne esiste uno uguale
vieni con me sarai mia per sempre
come hai sempre voluto sara’
per me per te

uguali nel piacere
ma non diverso è l’amore
per chi si ama.